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Mare e Sognidi Giulio Cesare Bregoli June 10 Per chi ama le strade diverse.. Eccomi qui, a distanza di diverso tempo e dopo una parentesi su facebook..Torno per affermare la mia automia dal resto del mondo e dalle masse, dalle cose stupidi che spesso hanno la pretesa di sostiuirsi ai rapporti veri, alle cose dette faccia a faccia, quella vera, alle verita fastidiose che per comodità si tacciono assai spesso. Soprattutto sono qui per manifestare apertamente la mia approvazione per una persona che oggi ha fatto un piccolo gesto, ma un grande pesso verso la propria automia di pensiero. Coraggio, non è facile è vero, ma non è nel confondersi nel fiume del tutto cercando di affievolire la propria coscienza che si trovano le soluzion ai propri malesseri ma nel coraggio delle proprie azioni. December 03 Sassolini ...nelle scarpe..In attesa di avere un poco di tempo libero per proseguire con la saga del Boss, e quindi con temi più simpatici e allegri, mi prendo due minuti di orologio per togliermi almeno un sassolino.. certo, avrei delle pietre nelle scarpe da lanciare MA PER QUELLE NON è ANCORA GIUNTO IL MOMENTO...
Per ora vorrei raccontare di quello che ho visto e che avevo dimenticato.. credo sarebbe giusto, e oltremodo importante per la crescita della pallavolo italiana, che si facesse un corso con annesso esame di PERSONALITA' applicata, umanità e giustizia, nonchè etica sportiva per allenatori e dirigenti.. troppo spesso chi svogle una di queste attività è persona dallo scarso spessore.. forse dovremmo ricordarci un poco tutti i generali romani e greci, vedi leonida ndr, che in prima fila combattevano col loro esercito.. del resto nella civiltà moderna abbiamo dimenticato che chi ha la pretesa di INSEGNARE qualcosa a qualcuno deve anzitutto essere un esempio..
UN UOMO VALE QUANTO LA SUA PAROLA.. si diceva in passato..beh oggi le parole valgono meno di niente, quanto le persone che le pronunciano.
Ora, certamente io non sono meglio di nessuno, però non posso non dimostrare un certo senso di sdegno di fronte a chi, come fosse un merito, calpesta una delle cose più nobili ed altruiste del mondo:L'INSEGNAMENTO.. del resto però, io ho avuto un ESEMPIO ed è in ragione di quell'esempio, e non certo di quel che sono io, che parlo.. se proprio dovete farlo almeno siate consci che voi con l'insegnare non centrate niente..
Vi saluto, torno sui miei video.. vi lascio con qualcosa di allegro: meno male che Grillo non ha deciso di indagare sul mondo del volley italiano perchè se no ce ne sarebbe del materiale.. dai gatti che allenano ai fisiomanager, dai secondi cantautori ai terzi in prestito e alte cose che è meglio non dire.. November 15 ...In Arrivo Il secondo Capitolo della Grande Storia del Boss!!!Attenzione..presto verrà pubblicata il seguito della Genesi!!! portate pazienza ancora per poco...il Boss è tornato..del resto, meglio ridere di se che per sè!!! September 21 Cap 1: L'OrigineL’ORIGINE
In principio era il caos, dopo i fasti e lo splendore della dinastia Carsica a seguito dei dissidi familiari e delle lotte intestine alla famiglia l’impero era frammentato e diviso, i terreni un tempo uniche e immense distese di campi coltivati erano suddivisi tra i tanti fratelli della famiglia e seguiti dai cugini, soggetti consanguinei ma di lontana discendenza famosi per le loro idee sperimentali in tema di coltivazione su sodo e libera crescita di erbacce e altri arbusti vari , “chissà mai che un giorno con le nuove tecnologie il villucchio non serva a far funzionare i trattori!!!..” erano soliti dire. La terra di Alberone, antico e originario feudo della famiglia, soffriva maggiormente di questa situazione di degrado con il clan dei cugini che scorrazava per il paese come padroni…ma questo stava per cambiare. Tutto ad un tratto, come per incanto, di ritorno dalla guerra Fermica e di seguito dalla campagna di Malvezzi, guerre sanguinarie e difficili nelle lontane terre Bolognesi durate oltre 10 anni e con alterne fortune, tornava il figlio del Grande Boss.. In paese se ne parlò per mesi, prima dopo e durante.. molti sostenevano fosse arrivato su di un ferro da vero gringo, un pick-up last generation in grado di distruggere auto utilitarie passandovi sopra come un carroarmato, altri dicevano fosse in grado di lanciare dal cassone oggetti neri non identificati ( a questo proposito sulla a-13 un contadino del luogo giura di aver visto un uccello nero enorme sorvolare il suo campo dopo il passaggio del pick-up), ancora altri parlano del suo arrivo in incognito su una utilitaria pilotata automaticamente da un computer, altri ancora su una jeep grigia metallizzata dotata di lancia fiamme.. tutti erano tuttavia concordi su di una cosa, di notte per le vie del paese si aggirava ululando e braccando ogni cagnina del posto Lui, Argo: il cane del padrone, l’essere bianco dalla parvenza angelica in grado invece di stordire dieci persone con una sola abbaiata o di infestare un ettaro di terra con la sua merda atomica. Dopo la prima sera, quindi, era certo, anche se la vecchia villa era in disuso da tempo la presenza del fido Argo, compagno di mille imprese, confermava la voce giunta dalla città: il figlio del Boss era tornato, ma perché? Questa fu la domanda che attanagliò gli abitanti del luogo per settimane: al ritrovo mattutino nel vecchio quartiere del Forno la gente non parlava d’altro, e molte erano le ipotesi. La prima, più quotata in quanto sostenuta dal clan dei cugini era che fosse tornato solo per assegnare tutti i terreni e il comando a loro stessi, che di fatto già lo esercitavano illegittimamente; ma ben presto altre inquietanti teorie presero piede: da Occhio di Ghiaccio, detto così perché aveva perso un occhio nella guerra delle vacche e l’aveva sostituito con una biglia, venne l’ipotesi di un ritorno per accordarsi col clan dei Finalesi e cedere ogni possedimento; Crastula, dettà così non in quanto commessa del forno del paese ma in quanto informata di ogni cosa e come tale dal sardo pettegola, si sosteneva invece insistentemente un rientro forzato per scappare da problemi con il clan dei Salesiani a Bologna, ma l’ipotesi più inquietante venne da Arduito, antico fattore del nonno del Boss.. Egli sosteneva infatti fosse tornato per mettere le cose a posto, per ripristinare il dominio della famiglia, insomma… era tornato il BOSS. August 21 La guerra dei mondi!!La prima generazione crea, la seconda mantiene, la terza distrugge... e la quarta? Porca vacca, la quarta, cioè la mia, che fà?
Ricostruisce tutto..semplice..parte dall'arruolare un soggetto dall'aria spersa in debito col BOSS per un fatto di sangue ( ebbe l'ardire di rifiutare un posto sicuro trovatogli da Egli in persona), passa per tre grandi guerre tra gang rivali, delle quali ora citiamo solamente i nomi lasciando ai paragrafi a venire racconti piu dettagliati, contro i Topinari, i Soffittoni, e infine i Garagiaioli, brucia, devasta, corre in soccorso di meritevoli dipinti, mobili e libri antichi con tanta premura quanta iracondia e potenza mette nel devastare chi non meritevole, progetta, contattando uomini amici degli amici della Famiglia in grado di dare adito pratico alle illuminanti idee del Boss.
Sotto la sua guida i confini del clan si stabilizzano definitivamente, i territori sono ora indiscutibilmente del Boss, niuno può entrarvi o anche solo starnutirvi senza il consenso suo o del fidato Argo. Il picciotto Enrico diviene il braccio destro del Boss, l'esecutore materiale delle operazioni più delicate e i progetti più arditi guadagnando sul campo la fiducia del Grande: recluta infatti in una delicata trattativa Ivan,detto il russo, e ottiene per questo l'importante compito di assoggettare un nuovo quartiere, CastelFranco.
Questa, in breve, la situazione attuale, ma molto manca del passato e molto si deve ancora dire del futuro...procediamo quindi con ordine:
L'origine.
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